Il problema della pesca sportiva nel bacino lacustre del Lago Albano di Castel Gandolfo, è uno dei problemi più sentiti da chi vive il Lago giornalmente.
Desidero da subito chiarire un punto che giudico di vitale importanza: l'Associazione che rappresento, "Castel Gandolfo in Movimento", non si schiera né a favore né contro la pesca, ma è molto sensibile al rispetto delle regole ponendosi come propositrice di idee verso l'amministrazione comunale intese a modificare/integrare quelle disposizioni che, a nostro parere, richiedono una particolare attenzione.
Detto questo desidero confrontarmi su questo tema tenendo però presente i seguenti punti fermi che purtroppo nessuno può modificare.
L'1 ottobre 1962 in Roma, innanzi al Notaio Luigi Mauro il Sig Bruno Catarci ha venduto al Comune di Castel Gandolfo, rappresentato dal Sindaco e legale rappresentante Marcello Costa, il diritto esclusivo di pesca nelle acque dell'intero Lago Albano di Castel Gandolfo. Dopo ben 34 anni di assordante silenzio:- il 26 settembre 1996 con Delibera del Consiglio Comunale nr. 38 il Comune di Castel Gandolfo ha stabilito di cedere per la durata di un quinquennio alla Provincia di Roma il diritto esclusivo di pesca sul Lago Albano;
- il 17 gennaio 1997 viene quindi firmata la convenzione tra la Provincia di Roma e il Comune di Castel Gandolfo. Tale convenzione obbligava la Provincia di Roma: a) a corrispondere al Comune di Castel Gandolfo il canone annuo di Lire 50.000.000; b) di liberalizzare lo specchio d'acqua a favore dei pescatori sportivi che vi potranno quindi esercitare la pesca come in ogni altra acqua pubblica del territorio provinciale nel rispetto delle norme che la disciplinano; c) di impegnarsi ad effettuare annualmente operazioni di ripopolamento ittico nel Lago Albano, a totale sue spese e secondo il programma di ripopolamento che sarebbe stato approvato per ciascun anno sulla base delle proposte della Commissione Provinciale Consultiva per la Pesca. La provincia si impegnava, altresì, a dare comunicazione al Comune di ogni immissione nelle acque di materiale ittico, con anticipo almeno di tre giorni sulla data stabilita, al fine di consentire la partecipazione alle operazioni medesime. Il Comune di Castel Gandolfo: a) si impegnava ad utilizzare la somma annua di Lire 50.000.000 erogata dall'Amministrazione Provinciale per la pulizia ed il mantenimento delle sponde del lago; b) di assumere due addetti appositamente reclutati attraverso assunzione a tempo determinato o attraverso convenzione con una Cooperativa di servizi che comprenda anche cassa integrati.
Altro assordante silenzio in merito sia al flusso di denaro che sull'assunzione dei due addetti alla pulizia e al mantenimento delle sponde del lago.
Il 22 gennaio 2007 l'ASL RMH di Albano Laziale, in relazione alle analisi effettuate dall'IZSLT, richiedeva al Comune di Castel Gandolfo l'emissione di una ordinanza di divieto di pesca e di utilizzazione alimentare della fauna ittica del lago Albano. Tali analisi avevano riscontrato nei pesci la presenza di cianobatteri appartenenti all'alga Planktothrix Rubescens che produce particolari sostanze, le microcistine, dotate di attività epatotossica e genotossica. Queste sostanze, in particolari condizioni ed a particolari concentrazioni, possono produrre, a seguito di ingestione prolungata (quindi nel tempo e non a distanza di poche ore/giorni), effetti tossici a carico del fegato. Da aggiungere che tali microcistine non sono termolabili quindi non muoiono in fase di cottura del pesce.
Ma quali sono le origini di queste alghe che si manifestano tra i mesi di gennaio e marzo dando luogo a fioriture più o meno imponenti? Provengono semplicemente dagli scarichi di liquami in fosse biologiche (logicamente abusive) o direttamente nel lago senza una pur minima depurazione.
C'è da evidenziare che, nonostante l'Ordinanza n. 21 del 24 marzo 2015, ancora oggi è ipotizzabile che un gran numero di abitazioni e/o strutture "nate spontaneamente" su terreni agricoli presenti al Lago, NON SONO ALLACCIATE ALLA FOGNATURA CIRCUMLACUALE inaugurata nel 2006.
Successivamente, con l'ordinanza nr. 6 del 31 gennaio 2007, il Comune di Castel Gandolfo, ha ordinato il divieto di pesca per l'utilizzazione alimentare della fauna ittica del Lago Albano di Castel Gandolfo.
Alla luce di quanto sopra, la Provincia di Roma NON HA PIÙ RINNOVATO LA CONVENZIONE restituendo di fatto i diritti di pesca al suo detentore originario e cioè al Comune di Castel Gandolfo. A tutt'oggi, NON ESISTE un regolamento che regoli la pesca nelle proprie acque lacuali.
Bene, queste sono le informazioni in nostro possesso e da questi punti fermi l'Associazione può iniziare a confrontarsi con chi desidera lavorare su suggerimenti concreti da inviare alla nostra amministrazione comunale.
Quindi, riepilogando:
- Se non si pone fine agli scarichi abusivi nelle acque del nostro amato lago, non sarà mai possibile fermare il massiccio sviluppo dell'alga rossa.
- Se non si pone fine allo sviluppo massiccio dell'alga rossa, i pesci non possono essere mangiati.
- Se i pesci non possono essere mangiati, il divieto di pesca non può essere revocato.
- Se il divieto di pesca non può essere revocato, la convenzione tra il Comune e la Città Metropolitana di Roma Capitale non potrà essere ripristinata.
- Se la convenzione non potrà essere ripristinata, i pescatori non possono pescare in quanto la licenza che da oltre 10 anni continuano a pagare, NON È VALIDA al Lago Albano di Castel Gandolfo.
Lavoriamoci insieme
Fabio ANGELETTI

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