mercoledì 11 luglio 2018

La solitudine delle Neo-mamme


Pamela Morganti - Ostetrica
La mia intenzione era quella di scrivere un bell’articolo sull’allattamento al seno.. fino a ieri.. fino a quando per l’ennesima volta mi contatta una mamma appena tornata a casa dopo il parto, in pieno attacco di panico. Tralasciando il parto e la degenza ospedaliera definite dalla stessa “un calvario”, tra l’altro in una nota e prestigiosa struttura della capitale, mi si ripresenta per l’ennesima volta un’urgenza... l’urgenza di riprendere in mano l’allattamento al seno, in quanto alla dimissione le è stata prescritta l’aggiunta senza un valido motivo, date indicazioni di come aumentarla giorno per giorno, ma NESSUNO che le abbia indicato invece come e quando riprendere e riavviare al meglio l’allattamento materno.
Le raccomandazioni OMS sono chiare in tal senso, e tra i dieci passi OMS per l’allattamento c’è anche: incoraggiare l’allattamento al seno esclusivo (ossia senza aggiunta di soluzioni artificiali, glucosata, acqua o bevande) fino ai 6 mesi di vita del bambino, invitando gli operatori sanitari a sostenere mamma e bebè nell'avvio di quest’ultimo e nell'informare le donne e le famiglie sulle modalità per avviarlo al meglio e sui benefici che apporta a mamma e bebè.
L’OMS stima che se tutti i bambini fossero allattati nei primi due anni di vita, almeno 800.000 sarebbero salvati ogni anno; tralasciando la ricchezza immunologica e nutritiva di questo “elisir di lunga vita”, il giovamento che porta al rapporto di mamma e bebè in termini di attaccamento (perché l’allattamento al seno non è solo nutrizione, ma è coccola, consolazione, calore, ritrovo dell’ambiente intrauterino, sollievo, rilassamento) e il grande beneficio che apporta alla salute materna in termini di prevenzione del cancro al seno, di diabete di tipo II e di depressione post-partum andrebbero perlomeno “citati” quando ci si reca in una struttura ospedaliera per espletare il parto; invece, tranne qualche “perla rara”, dai numerosi racconti ricevuti dalle donne che hanno effettuato il corso di accompagnamento alla nascita e il post-partum con me, nessuna ha avuto abbastanza supporto in tal senso nelle 48-72 h di ricovero.. Ma sicuramente alla dimissione hanno avuto indicazioni “nel caso il suo latte non basti”(e anche qui potremmo scriverci un romanzo) sulla marca o la tipologia della Formula da acquistare e sulle quantità… Malgrado nelle direttive OMS sia ben spiegata la
L'allattamento al seno: il primo vaccino
regolamentazione dei sostituti del latte materno (tra cui il divieto di pubblicità degli stessi nelle strutture sanitarie) , sembra che l’unica prerogativa sia sempre e solo questa: correre a prescrivere la formula artificiale (anche senza un motivo supportato da prove scientifiche) senza indagare sul perché e per come l’allattamento al seno non stia andando nel verso giusto. Naturalmente non demonizzo il latte artificiale, ma ci deve essere un’indicazione precisa supportata scientificamente per prescriverlo. Circa 30 anni fa’ con l’avvento dell’industrializzazione del latte artificiale quasi nessuna aveva più latte e se lo aveva, era sempre “troppo leggero”; queste donne sembravano improvvisamente tutte stereotipate, nessuna era più in grado di allattare naturalmente, e la mia generazione è cresciuta nella falsa convinzione che il biberon fosse la naturalità ed il seno qualcosa di esoterico ..
 Ora mi chiedo…davvero nessuno, medico o luminare, si è chiesto cosa stesse succedendo alle ghiandole mammarie di queste donne? Davvero all'improvviso più nessuna era in grado di esplicare la sua funzione?? E come mai con il brusco calo di allattati al seno nessuno ha iniziato uno studio per approfondire antropologicamente la questione? Se fosse successo a qualsiasi altro organo o ghiandola sicuramente gli studi sarebbero fioccati, invece in questo caso no.. C’era la formula artificiale, qual è il problema? Nessuno .. se non che le nonne che incontro adesso ai corsi preparto, molto spesso hanno gli occhi lucidi perché “Se avessi saputo, se non mi fossi arresa subito, se mi fossi informata, se me lo avessero detto” .. la ferita di non averci provato rimane insita nella mamma, adesso nonna .. Ora nell’era dell’informazione sempre più donne non si arrendono alla prima prescrizione e lottano per far valere i propri diritti  e le nonne adesso affiancano spesso le figlie o le nuore nelle loro lotte. Anni fa no, il medico lo diceva e lui era il tesoriere del massimo sapere.  
Adesso come ostetrica la mia “missione” è quella di promuovere sana informazione, stare accanto alle donne e alle famiglie, incoraggiarle e renderle consapevoli delle proprie capacità e competenze nel maternage, quindi le donne al ritorno dall’ospedale, quasi tutte, se qualcosa non va e soprattutto alla prima esperienza, entro 24-48 h mi inviano un vero e proprio “S.O.S”. In altri paesi dell’Unione Europea hanno riconosciuto l’importanza di un operatore del settore che nel post-partum si rechi a casa delle donne per verificare che tutto fili liscio, che l’allattamento sia avviato, che i genitori siano sempre più consapevoli e competenti nel loro ruolo, e che quindi le famiglie al ritorno a casa siano assistite e confortate e non abbandonate a loro stesse. I consultori (grande risorsa per la comunità) stanno quasi sparendo, quando almeno loro potevano garantire a chi ci si recasse una continuità assistenziale. Non tutti possono permettersi un professionista che privatamente vada a domicilio nel post-partum, e a parte per l’allattamento al seno, dove qui ai castelli fortunatamente abbiamo tante mamme peer competenti che aiutano volontariamente altre mamme e chiamano noi ostetriche solo quando è necessario, la maggior parte delle neo-mamme quando torna a casa è completamente spaesata, abbandonata a se stessa con il cucciolo tra le mani, una tremenda voglia di scappare e nessuno che professionalmente possa sostenerle e starle accanto. Se ci fosse una continuità assistenziale per le neo-mamme, potrebbe esserci una dimissione precoce dalla struttura ospedaliera, ci sarebbero meno ingressi al pronto soccorso per mamma e neonato, e sicuramente ci guadagneremmo tutti, la Sanità pubblica in termini di costi, le mamme sicuramente in salute fisica e psichica. Ora chi mi conosce sa quanto mi adoperi per sostenere le donne, ma a mio avviso da donna, mamma e ostetrica il servizio che dovrebbe essere garantito qualitivamente prima durante e dopo il parto nella sanità pubblica dovrebbe essere rivalutato e aggiornato e qualcuno dovrebbe controllare che le linee guida Oms riguardo parto, post-partum ed allattamento vengano seguite. Ogni giorno è una continua lotta per me e per chi come me (ostetriche/ci, IBCLC, infermieri, neonatologi, pediatri) che credono fortemente nel loro lavoro e si attengono alle evidenze scientifiche, continuare a sostenere ed incoraggiare le donne in una società dove i falsi miti vengono ancora propagati a macchia d’olio anche e soprattutto da professionisti del settore magari con stesse qualifiche, più anni di esperienza lavorativa ma sicuramente meno aggiornati in maternage e tutto ciò che concerne la donna, la maternità, i bisogni della diade mamma-bebè; quasi si divertissero a rendere le neo-mamme vulnerabili, inadatte, sbagliate.. a mortificarle in ogni modo.
Personalmente spero che prima o poi questo sistema cambi, e nel mio piccolo ce la sto mettendo tutta, una mamma alla volta, una coppia alla volta.
Pamela Morganti - Ostetrica

10 commenti:

  1. Bellissimo articolo e sacro santa verità. Le strutture pubbliche, specie se grandi come quelle della capitale, dopo il parto tendono a trascurare quest importante aspetto, nonostante le richieste di aiuto di noi donne appena diventate mamme, impacciate oltre che spaventate dalla responsabilità di accudire al meglio nostro figlio/a. Fortuna che ci siete voi che ci date informazione, innanzitutto, e supporto, soprattutto!

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    1. Grazie a te per aver speso del tempo nella lettura del mio articolo.. contenuiamo con la buona informazione anche da mamma a mamma con le neo mamme che conosciamo,ricordandoci quanto sarebbe stato importante per noi aver qualcuno accanto..
      OST.Pamela ♥️

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  2. Viva le mamme che hanno la pazienza e l'amore per allattare il proprio figlio al seno penso che sia un'esperienza bellissima ,che sfortunatamente non ho potuto fare.

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    1. Viva le mamme in generale che in un modo o nell'altro sacrificano la loro vita per i figli, e tu sicuramente sarai comunque una mamma eccezionale perché per tuo figlio, che l'abbia allattato o no non cambia nulla, per lui tu sei la sua mamma e non c è niente di meglio al mondo.
      OST.Pamela♥️

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  3. Conosco te come professionista e so quanto queste parole siano preziose per quante come me al primo figlio, non hanno ricevuto il sostegno necessario e doveroso nel periodo delicatissimo del post partum.
    Ogni bimbo ha bisogno della dsua mamma come coccola, contenimento, puacere, sostegno, nutrimento, ma ogni mamma ha bisogno del contatto col suo cucciolo.
    In natura nessuna mamma si farebbe avvicinare da un estraneo lasciando che la allontani da lui.
    Perché noi lo permettiamo?
    Perché c'è l'idea che una neomamma debba tornare subito ad occuparsi di tutto, e tutti, con la convinzione sciocca che ognuno può occuparsi del bambino al posto suo. Ma sappiamo che nessuno ha quell'odore inconfondibile per il bambino della propria mamma.
    Sostegno è la parola d'ordine.
    Grazie Pamela!

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    1. Grazie a te per la tua testimonianza e le tue preziose parole...chiunque tu sia Grazie♥️
      OST.Pamela��

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  4. Direi che è la triste verità....per fortuna noi abbiamo usufruito dei tuoi consigli già dal pre, e nel post, per fortuna la famiglia ci è stata di grande sostegno psicologico. Anche perché abbiamo avuto grossi problemi per fare i primi passi in questo mondo da mamma/neonato. Mi posso vantare di avercela fatta con grande forza di volontà, ma anche leggendo e sentendo i consigli giusti. Questo articolo, come tante altre cose che pubblichi danno già una mano a chi ne ha bisogno. A volte basta crederci e anche i miracoli accadono. Ed è anche merito tuo e di chi come te sostiene le neo-mamme

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    1. Malgrado il vostro percorso sia iniziato con mille ostacoli, il tuo cucciolo ha dimostrato subito di che stoffa sia fatto è una volta superato siete stati grandissimi entrambi a riprendere in mano anche l'allattamenro...orgogliosa di voi ♥️
      OST.Pamela 🌸

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  5. Mamma che ansia ...pesante

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    1. Ahahahah può essere ma giuro che non obbligo nessuno a leggere ciò che scrivo.
      Grazie comunque per il tuo "giudizio" e per aver speso 2 minuti del tuo tempo a leggere qualcosa che t'abbia messo ansia, non era mia intenzione! 😁
      OST.Pamela🌸

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