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sabato 24 novembre 2018

La videosorveglianza e le foto trappole, l’occhio vigile sull’inciviltà: sogno o realtà?

Le immagini fotografiche apparse di recente sul Gruppo Facebook dell’Associazione “Castel Gandolfo in Movimento”, hanno sollevato di nuovo il problema della videosorveglianza sul territorio di Castel Gandolfo. Personalmente è un argomento che seguo con molto interesse dalla fine del 2016 ad oggi, e cioè da quando la prima Giunta Monachesi ha iniziato ad abbandonare quello che è il concetto di sicurezza del territorio e di sicurezza urbana. Infatti dapprima ha provveduto a trasferire il sistema elettronico di videosorveglianza dalla stanza posta al piano terra del Comune castellano (ora destinata all’URP) allo scantinato e poi, con la scusa del fornire maggiore servizi alla cittadinanza, ha “esiliato” il NOSTRO Corpo dei Vigili Urbani ad Albano Laziale facendo in modo, così, di far del tutto cadere quella “deterrenza” che un qualsiasi Comune deve dimostrare di possedere nei confronti di chi se ne infischia delle leggi e dei regolamenti. Ecco perché ancora oggi rimango basito sul significato che viene dato a questa parola dalla politica castellana.
Confesso che alcune volte mi sono venuti dei seri dubbi, poi prendendo in mano un semplice dizionario, mi sono tolto – diciamo così – ogni perplessità.
Cosa significa allora la parola videosorveglianza. È semplicemente un “controllo” effettuato a distanza mediante un sistema di telecamere collegate a un centro di controllo e di coordinamento. Tutto chiaro? No, semplicemente perché quanto appena detto non corrisponde nella maniera più assoluta alla realtà. Ma allora i cittadini castellani cosa hanno pagato con i soldi delle loro tasse? I castellani hanno purtroppo contribuito all’acquisto di un sistema che permette semplicemente la raccolta e la memorizzazione (per un massimo di 7 giorni – Cfr art. 6 co 3 del “Nuovo regolamento per la disciplina e utilizzo dell’impianto di videosorveglianza del territorio comunale) di immagini senza che a queste possa essere data una chiara ed immediata interpretazione. Infatti, con lo spostamento dei vigili urbani il centro di controllo dove queste immagini potevano essere visionate in tempo reale dal personale del Corpo di Polizia Locale, non esiste più, ma possono invece essere consultate in qualsiasi momento dalle Forze dell’Ordine a “reato commesso” (Assessore De Angelis - Consiglio comunale del 28 maggio 2018) il che “cozza” inesorabilmente con quanto stabilito dall’art. 3, co 3 del Regolamento sopra citato. In sintesi, l’attuale sistema di videosorveglianza, pagato fior di quattrini dai cittadini castellani, nell’attuale configurazione non serve a nulla.
Altra nota dolente: la fototrappola. Questa apparecchiatura, che in inglese viene chiamata "stealth camera" o "scout camera" e che nella nostra lingua è stata tradotta come fototrappola per videosorveglianza è un apparecchio che viene utilizzato prevalentemente in spazio aperto e grazie alla sua forma, grandezza e ai vari design mimetici, si è in grado di occultarla in modo semplice e veloce ovunque. La politica di Castel Gandolfo, alla data del 28 maggio 2018, ha dichiarato di aver ricevuto un finanziamento dalla Città Metropolitana di 13.800,00 euro finalizzato al contrasto delle discariche abusive. Non è dato a sapere il numero delle fototrappole acquistabili con tale somma, certo è che le stesse andranno ad aggiungersi alle tre apparecchiature già operative sul territorio. Bellissima notizia non trovate? Certo, ma il cittadino castellano, e cioè sempre quel cittadino che paga puntualmente le tasse ogni qual volta gli viene chiesto, vorrebbe anche sapere quali risultati abbiano portato alle casse comunali le tre fototrappole già in funzione sul territorio. Quante contravvenzioni sono state elevate ai contravventori alle leggi ambientali e il totale di euro introitati nelle casse comunali. Ma l’opposizione, in questo paese, cosa sta facendo? Se le pone queste domande oppure se la cava semplicemente dichiarandosi “non soddisfatto” alle interrogazioni poste in consiglio comunale?
Fabio Angeletti

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