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| Le Tribune Olimpiche oggi Foto Fabio Angeletti |
Abbiamo concluso il precedentearticolo “affare Tribune Olimpiche di Roma 1960” formulando alcune precise domande
al Sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi, nella speranza di ricevere
risposte esaustive che potessero chiarire – almeno in parte – gli aspetti più
inquietanti di quello che è un pezzo di gloriosa storia olimpica di Castel
Gandolfo e che da oltre un decennio “in totale stato di completo abbandono e in
avanzato stato di degrado”. Silenzio assordante.
Così, sollecitati da numerosi
lettori (Cittadini Castellani e non, amatori di varie discipline sportive e habitué
del lago olimpico) molto interessati a conoscere i motivi di tanta inoperosità,
abbiamo deciso di continuare a fare altra luce con “Affare Tribune Olimpiche 2” ma stavolta aggiungendo particolari
ancora più interessanti a tutta vicenda.
Interessatissimi a quanto
denunciato con abbondanza di particolari, e carte alla mano, anche autorevoli
esponenti politici regionali e nazionali, già sul piede di guerra e ben
disposti a farsi sentire.
Ma partiamo con quelle che noi riteniamo essere le
responsabilità di tutta la vicenda, quanti progetti fatti per il futuro dell’impianto
delle tribune senza però mai giungere ad una sua definitiva soluzione:
C.O.N.I.
Nel precedente articolo facemmo preciso riferimento alla
non titolarità del Comitato Olimpico Nazionale Italiano sull’intera area
destinata ad ospitare le Olimpiadi di Roma 1960 in quanto area di proprietà del
Demanio Pubblico dello Stato e, da quanto asserito dal suo Presidente dott.
MALAGÓ, al C.O.N.I. non risulta attiva nessuna concessione o contratto né con
il C.O.N.I. stesso né con la C.O.N.I. Servizi e quindi non poteva sottoscrivere
la convenzione con il Comune di Castel Gandolfo. Al contrario – invece – di
quanto asserito dal dott. PESCANTE nel marzo del 1998.
Regione Lazio
Ipotesi di danno erariale
Come descritto nel precedente
articolo la Regione Lazio è proprietaria dell’intera area delle Tribune Olimpiche quindi, essendo
destinataria a ricevere quanto dovuto come tassa di occupazione di area
demaniale dal 10 maggio 2003, la stessa – a tutt’oggi - non si è minimamente
preoccupata di porre rimedio all’ingente
danno erariale (stimabile in circa
100.000,00 euro) che, in questi 15 anni sarebbero dovuti entrare nelle
casse regionali.
Bonifica area Tribune Olimpiche
Dal verbale di accertamento
inottemperanza all’ingiunzione di eliminazione pericolo e alle raccomandazioni
citate nell’Ordinanza Sindacale n. 1 del 16 Gennaio 2014, emessa giustamente dall’Ufficio
Tecnico del Comune di Castel Gandolfo nei confronti della Regione Lazio, si
evince che il Governatore Nicola Zingaretti non si sarebbe minimamente preoccupato
di bonificare l’intera area (individuata
dall’ASL/RM6 come possibile rifugio di ratti, striscianti e di insetti nocivi e
- ironicamente - aggiungiamo noi, anche di coccodrilli e scimmiette) e che
per procedere alla rimozione dell’amianto presente sulla Torre di Arrivo il
nostro Sindaco, Milvia Monachesi (compagna di partito del Governatore della
Regione Lazio) ha dovuto mettere le mani nelle tasche dei Cittadini Castellani
anticipando la somma di 9.638,00 euro procedendo in “in danno” alla bonifica di parte dell’area. A tutt’oggi stiamo
ancora aspettando che quanto anticipato torni disponibile nelle casse comunali
e quindi nelle tasche dei cittadini castellani.
Comune di Castel
Gandolfo
- Prima di procedere alla sottoscrizione della convenzione, “omette” di
verificare la titolarità del C.O.N.I. sull’area delle Tribune Olimpiche
accettando passivamente quanto dallo stesso dichiarato al punto uno in premessa
e cioè che “il C.O.N.I. è concessionario
del terreno individuato nell’unita planimetria”.
- In barba alla sua stessa Ordinanza nr. 95 del 24 ottobre 2013 (stranamente
non indirizzata all’A.I.S.A.), che interdice al transito sia l’area
dell’arenile che lo spazio acquo antistante l’Associazione Sportiva per una
fascia di circa 30 metri per la presenza residui bellici inesplosi appartenenti
al secondo conflitto mondiale, omette di vigilare sul rispetto dell’ordinanza
permettendo a professionisti e volontari dell’Associazione Sportiva di
continuare a svolgere le proprie attività agonistiche sia in acqua che a terra,
obbligandoli addirittura a entrare in acqua per procedere all’abbattimento del
pontile “abusivo” avvenuto in data 29 ottobre 2017 in occasione del “Demolition
Day”, attività ampiamente riportata dagli organi di stampa locali. Di contro il
Parco Regionale dei Castelli Romani, destinatario di simile ordinanza di
demolizione di opera abusiva, la nr. 71 del 4 settembre del 2014. L’atto emesso
dall’Area Tecnica del Comune di Castel Gandolfo obbligava il Parco ad abbattere
analogo pontile situato a poca distanza dall’A.I.S.A.. L’Ente regionale, con
nota nr. AP-425 del 23 gennaio 2018, comunicò al Comune di Castel Gandolfo “di essere in grado di smontare i resti del
pontile in qualsiasi momento, purché l’area su cui lo stesso risiede sia resa
disponibile in deroga alla richiamata Ordinanza Comunale, ovvero a bonifica
effettuata degli ordigni bellici inesplosi”. La domanda nasce spontanea:
perché l’A.I.S.A. si e il Parco no?
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| Area interdetta sia al transito, alla pesca e alla navigazione (Ordinanza nr. 95 del 24 ottobre 2013) |
In merito all’omessa vigilanza dell’area sottoposta a interdizione, questa
Associazione ha presentato esposto all’Autorità Giudiziaria in data 9 luglio
2018 (RGNR 10920/18).
A.I.S.A.
Riguardo l’A.I.S.A. – al pari dei gestori degli
stabilimenti balneari del Lago Albano – riteniamo cosa buona e giusta riportare
alla mente che la Regione Lazio può rilasciare la concessione di beni demaniali
ad un soggetto solo e soltanto dopo aver accertato la presenza dei requisiti
previsti dal vigente Regolamento Regionale e – prima della sottoscrizione del
disciplinare e al versamento anticipato del canone annuale e delle eventuali
morosità pregresse – l’area di che trattasi non può assolutamente essere
occupata dal richiedente.
Ora, visto che l’A.I.S.A. – occupante senza alcun titolo “reale” di beni demaniali del Lago
Albano fin dal 2003 – è stata individuata quale responsabile delle opere
realizzate in assenza di titoli abilitativi, di cui l’Ordinanza di Demolizione
Opere Abusive nr. 35/2013, e, successivamente, dell’inottemperanza all’ingiunzione
di demolizione di tali opere ci chiediamo: in ragione di quale regolamento/legge
l’Assessore all’urbanistica nonché Vice Sindaco del Comune di Castel Gandolfo
Cristiano Bavaro, perfettamente a conoscenza dei suddetti reati di rilevanza
penale, abbia potuto dichiarare – in occasione del Consiglio Comunale del 19
Dicembre 2017 – che “l’Amministrazione
rilascerà la concessione legittimamente completa e corredata di tutti i pareri
all’A.I.S.A.”?
A questo punto è lecito anche domandarsi: i consiglieri
di opposizione, Movimento Aurora e Movimento 5 Stelle, come l’hanno presa? Risposta:
con inconcepibile indifferenza!
Abbiamo descritto quella che per noi è la situazione
attuale presente nell’area Tribune Olimpiche ed ora passiamo ad illustrarvi le
promesse di bonifica e di sviluppo strombazzate ai quattro venti senza però mai
giungere alla risoluzione del problema.
Comune di Castel
Gandolfo
Anno 2006. L’allora Assessore allo Sport Pietro Bruschi,
interpellato da una testata giornalistica, riferisce che “insieme al presidente della F.I.C.K. Luciano Buonfiglio, abbiamo in
mente un progetto molto ambizioso che prevede lo smantellamento totale
dell’impianto e la sua ricostruzione ex novo nel rispetto della natura e del
paesaggio circostante”. L’opera prevedeva, tra l’altro, la costruzione di
un teatro all’aperto utile ad ospitare non solo manifestazioni sportive ma
anche spettacoli estivi all’aperto.
Parco Regionale dei
Castelli Romani
Anno 2007. Il Parco Regionale dei Castelli Romani stipula
un “accordo” con la F.I.C.K. di cessione in comodato d’uso gratuito dell’area
Tribune Olimpiche. In ballo ci sono la bellezza di 350.000,00 euro (tanto per
intenderci, circa 680 milioni delle vecchie lire). Scopo principale è quello di
ristrutturare la zona d’Arrivo (Tribune Olimpiche). I lavori sarebbero dovuti
iniziare nel mese di dicembre 2007! Dove sono finiti i 350.000,00 euro pubblici
già deliberati nelle casse del Parco? Chi li ha visti? Quali erano i progetti?
Peccato perché c’era già chi sognava una mega piscina all’aperto
con campi da volley, palestra e sale fitness… Addirittura c’era chi propendeva
per un centro commerciale con negozi, ristoranti e sale giochi… chi preferiva un
drive-in con arena per spettacoli e concerti.
Regione Lazio
Anno 2014. Affollatissima riunione in Regione per
discutere sul futuro delle Tribune
Olimpiche. Presenti all’audizione indetta dal Presidente della V
Commissione consiliare regionale allo sport, Eugenio Patanè, i rappresentanti del Comune di Castel
Gandolfo (il Sindaco Milvia Monachesi e l’Assessore allo Sport Fabrizio
Moianetti), il Coni e la Regione Lazio. Oltre ai membri della Commissione si
aggiunsero il Presidente Zingaretti, Luigi Nazzaro, Massimiliano Borelli, Bruno
Placidi, Anna Salvatori, Cristiana Avenale e Silvana De Nicolò. In ballo: 500.000,00
Euro (tanto per intenderci, circa 970 milioni di lire). La seduta fu chiusa con
l’impegno di Patanè a riconvocare una riunione prima delle festività natalizie.
Purtroppo quella riunione non fu mai convocata.
A questo punto, non sapendo né leggere né scrivere, siamo
andati a consultare il “Codice Penale”
e il “Codice di Procedura Penale”, e
– da una lettura piuttosto approssimativa – abbiamo potuto apprendere che:
- l’art. 181 del D. Lgs. 42/2004
stabilisce che “le opere eseguite in
assenza di autorizzazione o in difformità da essa costituiscono reato amministrativo
e penale”;
- l’art. 35, comma 2, del D.P.R. 6
Giugno 2001, n. 380, stabilisce che “l’accertamento
dell’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione delle opere abusive
costituisce titolo per l’esecuzione d’ufficio della demolizione stessa”. Ma
abbiamo purtroppo constatato che questo è valido solo per alcuni e non per
tutti;
- l’occupazione senza alcun titolo
di Beni Demaniali costituisce reato di rilevanza penale e determina ingenti
danni erariali, perseguibili d’ufficio;
- tutti i pubblici ufficiali
perfettamente a conoscenza dei suddetti reati perseguibili d’ufficio, corre l’obbligo
di farne immediata denuncia per iscritto al Pubblico Ministero della Procura
della Repubblica e della Corte dei Conti, in ottemperanza all’art. 331 c.p.p..
Quindi, a nostro modesto avviso (non potendo vantare diplomi
di laurea in materie giuridiche), sono ipotizzabili i seguenti reati: omissione
atti d’ufficio, abusivismo edilizio su beni demaniali, danno erariale,
occupazione abusiva di beni demaniali, concussione, peculato, omissione
d’intervento, associazione a delinquere, falso in atto pubblico.
Ora due domande nascono spontanee:
1) quali sono i motivi per i quali “chi di dovere” (Procura della Repubblica, Polizia Locale, Polizia
Provinciale, Polizia Fluviale, Guardiaparco, Comune, Regione, ecc..) non intervengono
con tutta l’autorevolezza del caso a ristabilire la legalità nell’affare-malaffare, sempre più
incancrenito e pericoloso per la Sicurezza Pubblica e per l’Ambiente?
2) quali iniziative intendono intraprendere i Consiglieri
regionali dei partiti d’opposizione?
Vogliamo concludere precisando che noi di “Castel Gandolfo in Movimento” non abbiamo
assolutamente nulla contro gli Atleti diversamente abili, meritevoli del nostro
massimo rispetto, a prescindere dal valore atletico, ma chi gestisce l’A.I.S.A.
deve rendersi conto che non può giustificare comportamenti fuorilegge facendosi
scudo con essi. Peraltro, non sono pochi coloro che – come noi – a riprova
della sbandieratissima trasparenza, avrebbero piacere di conoscere i bilanci
annuali dell’Associazione Sportiva Dilettantistica ONLUS che, a norma di Legge,
dovrebbero essere pubblici e tali non sono.
Fabio Angeletti


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