venerdì 21 dicembre 2018

Affare Tribune Olimpiche 3 - Castel Gandolfo in Movimento non molla

Eccoci di nuovo a parlare di quello che noi oramai consideriamo uno dei tanti motivi che hanno portato sia la politica castellana che quella regionale al completo fallimento nella nostra Città: le “Tribune Olimpiche” e tutto il complesso demaniale sorto in occasione delle gloriose Olimpiadi di Roma 1960.
Nessuno, fino ad ora, si è mai spinto fin qui a denunciare il degrado, lo stato di abbandono, l’incuria e l’uso di quella parte di area demaniale concessa “arbitrariamente” ad una Associazione Sportiva Dilettantistica. Associazione che, facendosi forte di una “convenzione” firmata nel 2003, ha ritenuto opportuno modificare quelli che erano i vani del vecchio locale “biglietteria” e spadroneggiare all’interno dell’intera area con la benedizione di chi è deputato al controllo e al rispetto delle leggi e dei regolamenti.
Ora qualcuno sta cercando di far emergere solo “parte” del problema, quella che evidentemente più gli fa comodo, e non “tutta” l’area ex Tribune Olimpiche. Infatti il vero scandalo, secondo il nostro punto di vista, non risiede solo nella Torre di Arrivo e i “nove” piloni in cemento armato che, vogliamo ricordarlo a chi si è accorto solo ora della loro presenza, venivano usati per delimitare i “campi di gara” e non come semplice “base di partenza delle canoe”, per tale scopo c’era la “Torre di partenza” (il vecchio trampolino) e cioè quella struttura in cemento armato e ferro abbattuta e abbandonata nelle acque del lago.
Ma evidentemente indagare anche in quella direzione significherebbe arrecare fastidi a quella maggioranza che ora, guarda caso, non conviene più combattere quindi è meglio “astenersi” (tanto per cambiare) e fare il modo che il naso del Consigliere regionale di opposizione vada ad annusare da tutt’altra parte…
Noi invece andiamo avanti per la nostra strada e, scoperchiando l’enorme “vaso di pandora” (fino a qualche giorno fa ermeticamente chiuso e TOP SECRET), è venuto fuori di tutto.

Non vedo, non sento e non parlo… il classico sport di alcuni politici locali, che hanno scelto di vivere altri cinque anni con la testa sotto la sabbia, ma sempre pronti a battere le dita sulla tastiera e, con la schiuma alla bocca, vomitare sentenze verso una bandiera anziché l’altra; verso quel tipo di politica anziché l’altra, perdendo completamente di vista quello che dovrebbe essere il loro reale obiettivo: Castel Gandolfo, il suo territorio e la sua Comunità.
Di altari e altarini, di ieri e di oggi, ne sono venuti alla luce in abbondanza, e le reazioni? Scontatissime anche quelle: rabbiose, pretestuose e strumentali. Puerili tentativi di arrampicate sugli specchi con il vano obiettivo di passare dal torto alla ragione ma, in realtà, pesci che si dimenano nel vano tentativo di sfuggire dalla rete! E allora ecco già iniziato il vergognoso scaricabarile all’italiana, ben praticato anche nel paese che una volta andava felicemente orgoglioso delle sue “persiche”: tra il Comune e la Regione Lazio, tra il Parco Regionale dei Castelli Romani e il C.O.N.I., tra i Vigili Urbani e i Guardiaparco, tutti - e dico tutti - stipendiati con denaro pubblico e con il solo ed unico obbiettivo di salvaguardare la propria poltrona e arrivare sani e salvi alla fine del mese.
Ricapitoliamo in breve sintesi, per coloro che ci hanno letto e per quelli che non hanno ancora avuto la possibilità di leggerci, ciò che è venuto alla luce dal vaso di pandora delle “Tribune Olimpiche di Roma 1960”, al Lago Albano di Castel Gandolfo, in Via dei Pescatori:


1.  Ordinanza Sindacale di “Eliminazione Pericolo” n. 1 del 16 Gennaio 2014 nei confronti di C.O.N.I., Regione Lazio e Agenzia Demanio Lazio per bonifica dell’amianto della Torre d’Arrivo e bonifica dell’area circostante delle vegetazioni infestanti, ratti, striscianti e insetti nocivi, nonché l’interdizione agli edifici:
a)    il Comune ha sborsato € 9.680,00 (circa 20 milioni delle vecchie nostre beneamate lire) per l’esecuzione “in danno” della bonifica dell’amianto ordinata al C.O.N.I., alla Regione Lazio e all’Agenzia Demanio Lazio;
b)   il Comune, sempre pronto a piangere miseria (Ass. Bruno Camerini – CC del 5 giugno 2018: “Questo Comune non ha i denari, i soldi per poter fare il minimo indispensabile di quello che si dovrebbe fare”… “Senza soldi non si canta messa”), non avrebbe MAI nemmeno richiesto al C.O.N.I., né alla Regione Lazio e né all’Agenzia Demanio Lazio, il rimborso del denaro pubblico speso;
c)    il Comune ha preferito accollare l’esborso di € 9.680,00 dell’esecuzione “in danno” della bonifica dell’amianto sulle spalle dei suoi “ignari” Cittadini;
d)   il Comune non ha mai avviato nei confronti della Regione Lazio e Agenzia Demanio Lazio la procedura per l’esecuzione “in danno” della bonifica dell’area circostante richiesta dall’Azienda USL ROMA/H molto probabilmente per non recare “disturbo” al compagno di partito dell’attuale sindaco, Milvia Monachesi.
I risultati del devastante degrado ambientale, dopo altri 4 anni di incuria totale, SI VEDONO MOLTO BENE… e anche da lontano!

2.   Finanziamento di 1.800.000,00 che nel 2007 la Regione Lazio ha elargito al Parco Regionale dei Castelli Romani, allora presieduto da Gianluigi Peduto, per l’attuazione di n. 4 importanti “Progetti”, tra cui quello di “riqualificazione dell’area dell’immobile della Federazione Italiana Canoa Kayak” (“Cinque” – numero 174, Giovedì 4 ottobre 2007 e “PaeseItalia” – numero 15, Giovedì 18 ottobre 2007), per importo di €. 500.000,00 circa. Dopo 11 anni di assordante silenzio, abbiamo scoperto che non esiste traccia né dello sbandierato “progetto di riqualificazione” né del cospicuo finanziamento! Verso quali “lidi” sarà mai stato dirottato? Una cosa è certa, al Cittadino non è dato a sapere (TOP SECRET!) e se provi a fare domande (a nostro parere più che lecite) ti rispondono gentilmente sbattendoti la porta in faccia.
In compenso, “il modus operandi” che il cittadino continua ostinatamente, puntualmente a votare ad ogni tornata elettorale, sta già affannandosi alla spasmodica ricerca di altri 2, 3 milioni di euro pubblici per:
a)    radere completamente al suolo la “Torre d’Arrivo”, la “Palazzina Segreteria Gare e Sala Stampa” e le “Scalinate delle Tribune”;
b)   costruire un extragalattico stabilimento balneare con mega piscina all’aperto, palestra, campi da volley, sale fitness, bar, ristorante, sale giochi e teatro per esibizioni comunali. 

3.    Convenzione tra il Comune di Castel Gandolfo e l’A.I.S.A. Sez. Lazio, sottoscritta nel 2003, tra il responsabile dell’Area Socio-Culturale del Comune, Giovanni MECONI (firmatario per dovere d’ufficio anche se, a parere nostro, sarebbe stato opportuno che la firmasse il Sindaco pro-tempore), e il rappresentante legale dell’A.I.S.A. Sez. Lazio, Carlo ROSSETTI (ora Presidente Onorario di A.I.S.A. Nazionale), per l’occupazione del piazzale demaniale di mq. 5.000 circa, e della palazzina ex Biglietteria Olimpica. Dal 2003 l’A.I.S.A.:
a)    risulterebbe occupante senza alcun titolo “valido” sia del piazzale di 5.000 mq. circa, sia della palazzina ex Biglietteria Olimpica;
b)   immediatamente dopo aver preso possesso dell’area oggetto di convenzione, avrebbe realizzato nella ex Biglietteria spogliatoi, docce e palestra, in assenza dei titoli abilitativi;
c)    avrebbe proceduto anche al taglio di un tratto di parapetto, allo sversamento di centinaia di metri cubi di materiale terroso di riporto (di ignota provenienza) in assenza dei titoli abilitativi, sull’arenile demaniale del Lago Albano, occupato anch’esso senza alcun titolo;
d)   avrebbe realizzato un pontile imbarco-sbarco, in assenza dei titoli abilitativi, sullo specchio acqueo demaniale del Lago Albano, occupato senza alcun titolo;
e)    non avrebbe mai ottemperato all’Ordinanza n. 95 del 24 Ottobre 2013 di interdizione arenile e specchio acqueo antistante le Tribune Olimpiche;
f)    non avrebbe ottemperato all’Ordinanza di demolizione opere abusive n. 35 del 6 Maggio 2013, emessa nei confronti del Presidente A.I.S.A. Sez. Lazio, Giovanni MENNILLI;
g)   risulterebbe destinataria del Verbale di inottemperanza del 23 Dicembre 2013 all’Ordinanza di demolizione opere abusive n. 35 del 6 Maggio 2013;
h)   l’occupazione senza alcun titolo di Beni del Demanio Pubblico dello Stato (dal 2003 al 2018!) ad opera dell’Associazione Sportiva Dilettantistica (affiliata al C.O.N.I. con codice nr. 10064) costituirebbe un danno erariale stimabile in € 100.000,00 circa, oltre a configurare reati di rilevanza penale perseguibili d’ufficio.

Dulcis in fundo… dal vaso di pandora sarebbe venuto a luce anche che:
a)    la stragrande maggioranza degli ambosessi (circa 40/50) che a bordo delle proprie auto accedono e parcheggiano nel grande piazzale demaniale (occupato senza alcun titolo dall’ASD A.I.S.A. Sport), che utilizzano gli spogliatoi, le docce e i servizi igienici (opere realizzate in assenza dei titoli abilitativi nella ex Biglietteria occupata senza alcun titolo), e che, pagaie in mano, mettono in acqua i loro “dragon boat” per andare ad allenarsi, non sarebbero atleti diversamente abili! Ovvero… atleti così gagliardi e tosti… sarebbero diversamente abili in quanto molto più abili di tutti gli altri dragonisti italiani! Sono i Campionissimi Italiani di un’altra Associazione Sportiva Dilettantistica di DRAGON BOAT!
b)   per il “disturbo”, ciascuno di loro verserebbero mensilmente al presidente protempore dell’A.I.S.A. Sport, Massimo CECCHETTI, € 40,00/45,00 circa, al netto dei gettoni-docce!
c)    tale “regalia”, introitata dall’inverosimile “sub-affitto” di Beni del Demanio Pubblico dello Stato, oltre a configurare reati penalmente rilevanti perseguibili d’ufficio, costituirebbe una “ENTRATA” mensile complessiva stimabile in € 2.000,00 circa, che la Presidenza dell’Associazione è tenuta ad annotare sul Registro Dare-Avere per la compilazione del Resoconto Annuale che ogni Associazione Sportiva Dilettantistica è obbligata a presentare all’Assemblea dei Soci per la sua approvazione.

A questo punto qualche domandina sull’A.I.S.A. Sport nasce spontanea anche a tutti Voi lettori:
a)    le “RICEVUTE A.I.S.A. Sport” dei versamenti mensili sono state emesse (nel Vaso di Pandora non vi è traccia alcuna!)?
b)   i “Resoconti annuali” sono stati presentati ed approvati dall’Assemblea dei Soci?
c)    cosa dicono il Presidente A.I.S.A. Nazionale, Maria LITANI, il Presidente Onorario Carlo ROSSETTI, e il Presidente A.I.S.A. Lazio, Giovanni MENNILLI?
d)   cosa dice il “Compagno” Presidente della Regione Lazio, Nicola ZINGARETTI?
e)    cosa dice il “Compagno” Sindaco del Comune di Castel Gandolfo, Milvia MONACHESI?
f)    come ha potuto il Vicesindaco del Comune di Castel Gandolfo, Cristiano BAVARO, perfettamente a conoscenza dei suddetti reati di rilevanza penale, dichiarare – in occasione del Consiglio Comunale del 19 Dicembre 2017 – “l’Amministrazione rilascerà la concessione legittimamente completa e corredata di tutti i pareri all’A.I.S.A.”?
g)   cosa dice il Consigliere di opposizione del Movimento Aurora, Paolo GASPERINI (firmatario della Mozione n. 21501 del 27.11.2017 “Salviamo l’A.I.S.A. Sport”!)?
h)   cosa dice il Consigliere di opposizione (ma de che!!) del Movimento 5 Stelle, Paolo BELLI, oltre a fare scena muta o ad astenersi?
i)     per quale oscuro motivo la concessione all’A.I.S.A. Sport, viene rilasciata al Rappresentante legale Sig.ra Anna SALVATORI (!!!)?
j)     per quali motivi il super Comandante della Polizia Locale, Maria Cristina TOTI, preferisce non intervenire - in termine di legge - nei confronti dell’A.I.S.A. Sport?
k)   per quali motivi il Comandante dei Guardiaparco del Parco Regionale dei Castelli Romani, Carlo GRILLO, preferisce non intervenire, in termine di legge, nei confronti dell’A.I.S.A. Sport?

E sì, cari Amici lettori… come ammoniva l’indimenticabile Corrado: “… E NON FINISCE QUI!”

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