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sabato 7 settembre 2019

SE PRIMA ERAVAMO SOLO DEI SEMPLICI SUDDITI DELL'EUROPA, CON QUESTO GOVERNO NE SAREMO COMPLETAMENTE SCHIAVI

Cerimonia di giuramento conclusa, foto e interviste di rito agli attori principali testimoni della nascita del nuovo governo bisConte effettuate, ora andiamo ad analizzare il risultato delle trattative PD-M5s che hanno animato, anche con alcuni colpi di scena clamorosi, i giorni che precedevano la salita al Colle del Presidente del Consiglio “incaricato”.

Non conosco bene i componenti delle delegazioni M5s-PD che si sono seduti intorno al tavolino di contrattazione, ma una cosa è certa, ecco dove ci hanno portato quelli del “cambiamento”.
EUROPA:
Presidente del Parlamento Europeo: David SASSOLI (PD)
Ministro con delega agli affari europei: Vincenzo AMENDOLA (PD)
Commissario Europeo: Paolo GENTILONI (PD) che sostituisce Federica MOGHERINI (PD)
Personale di secondo livello (di supporto), ossia tutte le nomine e i funzionari in UE
Tutti in carica per i prossimi cinque anni.
ITALIA:
Presidente del Consiglio dei Ministri: Giuseppe CONTE (in quota PD)
Ministro dell’Interno - Luciana LAMORGESE: si dice indipendente (che fu però capo di gabinetto di Angelino Alfano nei governi del PD;
Ministro dell’Economia - Roberto GUALTIERI (PD): già eurodeputato di questa e la passata legislatura. Presidente uscente della commissione economica del parlamento europeo, sempre ben vicino alle peggiori politiche di austerità dettate dalla Commissione Europea, dalla BCE e dal Fondo Monetario Internazionale. Risultato: da nessun ministero si muoverà un euro se non adeguatamente concertato con le istituzioni europee (e quindi dal PD);
Ministro della Difesa – Lorenzo Guerini (PD);
Ministro per gli Affari Regionali – Francesco BOCCIA (PD);
Ministro per il Sud – Giuseppe PROVENZANO (PD);
Ministro per le pari opportunità e Famiglia – Elena BONETTI (PD);
Ministro per le infrastrutture e i Trasporti – Paola DE MICHELI (PD);
Ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali – Teresa BELLANOVA (PD);
Ministro per i beni e attività culturali e turismo – Dario FRANCESCHINI (PD);
Ministro per la salute – Roberto SPERANZA (Liberi e uguali)

In pratica perdita di tutti i ministeri strategici per il Sud (agricoltura, infrastrutture, sanità, sud) dove quelli del “cambiamento” avevano registrato il maggior consenso elettorale.
Qualcosa non torna. Un po’ pochino per chi si presentava ad un tavolo di concertazione con il 32,66% contro un 22,85% non credete?
Fabio Angeletti

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