mercoledì 26 settembre 2018

Mamma chi mi ha fatto nascere?

Pamela e il piccolo Valerio
Qualche giorno fa, in un suo risveglio notturno il mio 4enne curioso esordisce con:
Lui: Mamma ma chi mi ha fatto nascere?
Io: Io t’ho dato al mondo amore, chi altro?
Lui immediatamente: Nonna (la mia ex suocera, ostetrica anche lei) mi ha detto che mi ha fatto nascere lei perché io stavo nella pancia e lei mi ha tirato fuori da lì perché è dottoressa come te
Io: No amore, mamma ti ha spiegato che i bimbi escono dalla patatina e solo in alcuni casi i medici devono purtroppo tagliare la pancia
Lui: Si mi ricordo quando stanno male o il bambino in pancia o la mamma
Io: Si esattamente
Lui: E io non stavo male, vero mamma? E nemmeno tu
Io: No mamma, tu stavi benissimo ma la mamma un po' meno.
È stato proprio questo discorso notturno a darmi lo spunto per quello che voglio discutere oggi… In un’epoca storica dove a fatica noi ostetriche (OB-STARE- Stare accanto) stiamo riacquistando il nostro valore come professioniste competenti, dove a fatica ci battiamo ogni giorno contro ogni qualsivoglia professionista sanitario che continua a sminuire ciò che è la donna e la sua personale storia di maternità, sentire le ostetriche più anziane che sono state prima di noi le nostre insegnanti, usare ancora frasi come “L’ho fatto nascere io”, un pochino i brividi me li fa venire. Lottiamo ogni giorno per potenziare le competenze delle donne, per far loro riconquistare i diritti di donna, mamma ed essere umano, per invogliarle a pretendere di SCEGLIERE PER LORO STESSE e per IL LORO CUCCIOLO, perché sono loro e nessun altro LE PROTAGONISTE del loro parto. Lotto ogni giorno per trasmettere alle donne la fiducia che io nutro profondamente nel loro essere, per farle sentire competenti ed adeguate in ogni situazione, per farle capire che sono loro che mettono al mondo i loro cuccioli, che sia tramite un parto spontaneo o un taglio cesareo, è sempre grazie a loro che quei bimbi sono al mondo. Eppure poi bastano due frasi “sbagliate” di un altro professionista a rimetter tutto in ballo…
In un’era dove si sta lottando per riacquistare l’umanità della nascita e del parto come atto intimo, dove sono sempre di più le donne che scelgono nuovamente il parto rispettato, il parto in casa o in casa maternità; che scelgono nuovamente per la propria gravidanza fisiologica di essere seguita dall'ostetrica (professionista abilitata della fisiologia) dopo che per troppi anni le donne in gravidanza (con decorso fisiologico)  sono state portate a sentirsi “malate”, da medici che medicalizzavano (e lo fanno tutt'oggi) la gravidanza a livelli estremi; dove ad ogni controllo mensile si prescrivevano e si prescrivono nuovi esami alla donna senza nemmeno guardarla in faccia, senza mai chiederle “Ma tu come stai? Come ti senti?”, senza permetterle di far alcuna domanda extra; perché ad ogni dubbio era lecito e lo è tutt'oggi far sentire la donna una sciocca. Forse perché è la sua prima gravidanza, forse perché non sa cosa l’aspetta, forse perché nella vita fa altro e non ha studiato medicina ed alcuni termini non li può comprendere… ma io sono medico e mi “diverto” ad usare termini strettamente scientifici, proprio per elevarmi sopra di lei a custode del sapere e del “ti dico io cosa devi fare” senza alcun diritto di replica… dopo anni dove in sala parto sono state trattate come fossero  incapaci, inette, inabilitate a metter al mondo un figlio.. e dopo che per troppo tempo c’è stata questa “usanza” di far sentire le donne oggetti nelle proprie mani, non è giustificato ancora rivolgersi a nessuno, tanto meno ai bambini che sono gli adulti del futuro, passando il messaggio che la donna o qualsivoglia essere umano sia un oggetto nelle mani di qualcun’altro.
Le gravidanze patologiche ci sono e come tali vanno trattate, esistono e devono esser seguite da specialisti, cosi come i parti distocici, ma la stragrande maggioranza delle donne ha nella vita gravidanze del tutto fisiologiche che evolvono in parti altrettanto fisiologici ed il mio compito e di tutte le mie colleghe sarà da sempre e per sempre far capire alle donne quanto siano grandi e quanto siano potenti.
Al parto del mio primo figlio, come ho scritto sopra, lui stava benissimo, io un po’ meno, ma non per colpa delle doglie, ma di ciò che ho subito, che la stragrande maggioranza di noi ha subito pensando che fosse “normale”. Dal parto del mio primogenito HO SCELTO quale tipo di Ostetrica avrei voluto essere, sicuramente molto diversa da quella che ero stata fino ad allora, dove tutto sembrava standardizzato, dove era routine fare e dire certe cose, dove tutto era permesso e la donna era solo un numero di letto.
A pochi giorni dalle pubblicazioni dell’Indagine Internazionale sulla violenza ostetrica, è mio dovere ribadire l’importanza dell’informazione delle donne, della libera scelta, dell’empowerment e della consapevolizzazione delle proprie competenze, dei propri diritti che diventano doveri per quel cucciolo che daremo al mondo, per consegnare loro un giorno un mondo migliore.
E allora “Si amore di mamma, ti ribadisco che ti ho fatto nascere io…con tutta la forza e l’amore di cui solo noi donne siamo capaci”.
Ed è grazie a lui ed alla sua nascita che devo la mia trasformazione come ostetrica… finalmente capii quale fosse il mio posto nel mondo… Pamela.. un’Ostetrica per amica, da sempre e per sempre accanto alle donne.
Pamela Morganti, Ostetrica

3 commenti:

  1. Dopo la nascita di Margherita, posso raccontarvi come un'ostetrica possa accompagnare, osservare con occhio vigile ed accogliere il bimbo che con tutta la sua potenza ha deciso di nascere proprio in quel momento...
    Pamela, Giulia ed Elisa hanno accolto mia figlia Margherita la sera del 20 luglio, a casa mia.
    Dopo 4 parti ospedalizzati, ho vissuto un'esperienza indimenticabile ed ho veramente capito cosa vuol dire nascere.
    Nascere non è una stanza piena di luci e di camici bianchi; nascere non è una pillola o una flebo; nascere non è un alternarsi di "spingi su e spingi giù "; nascere non è un susseguirsi di visite e monitoraggi; nascere non è un distacco veloce da tuo figlio appena nato!
    Ora so invece cosa vuol dire nascere.
    Nascere è un ambiente tranquillo e sereno, circondata dagli affetti più cari; nascere è un massaggio sulla schiena, una carezza, una parola di supporto; nascere è assecondare il proprio corpo; nascere è tenere tra le tue braccia, attaccato al seno per ore, senza intromissioni, quell'esserino che con tanta forza è stato catapultato nelle tue braccia...
    La figura dell'ostetrica è quella di un Angelo che osserva con occhio vigile quello che la natura sa in genere fare da sola.
    Pamela lo è stata per me, prima, durante e dopo la nascita di Margherita...
    Quando ho espresso l'idea di voler partorire in casa, è stata una delle poche persone che ha assecondato quella che molti hanno definito una pazzia...
    Ma chissene importa: oggi grazie a Pamela, sono una mamma pazza, ma soddisfatta, serena e felice del proprio parto ❤️

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  2. Una donna ed una supermamma che ha completato il suo percorso con l'acquisizione di tutte le sue capacità e competenze, attraverso quella che è stata la potenza di una nascita rispettata ♥️

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