sabato 20 luglio 2019

CASTEL GANDOLFO: In merito all’email violata dell’Assessore De Angelis

Il 15 luglio 2019, a pagina 30 dell’inserto Area Metropolitana de ilMessaggero, è stato riportato quanto accaduto nei giorni scorsi all’interno del Comune di Castel Gandolfo e cioè alla “violazione” della casella di posta elettronica istituzionale dell’Assessore Alberto De Angelis. All’interno dell’articolo il Sindaco, Milvia Monachesi, ha prontamente rassicurato la cittadinanza “che non vi è stata nessuna fuga di dati e che quanto avvenuto”, ha aggiunto, “ha riguardato l’accesso ad una sola email ufficiale dell’Assessore ai Servizi, mentre le altre mail degli assessori e dei dipendenti risultano inviolate”.

Evidentemente il Sindaco non ha la più pallida idea dell’estrema gravità del gesto perpetrato all'interno della sua amministrazione e prima di rassicurare i cittadini su quanto accaduto, farebbe bene a pensarci su due volte. Lungi da me seminare terrore tra i residenti, ma è bene porci subito alcune semplici domande. Caro Sindaco:
1) chi gli garantisce che la “manina” che ha dato origine a questa tarantella sia venuta in possesso solo della password della casella di posta elettronica di De Angelis, forse perché a lei, alla sua giunta e ai consiglieri di maggioranza sono state recapitate le email memorizzate all'interno di quella casella di posta elettronica? Nessuno.
2) Chi gli garantisce che non siano state “violate” (ma tali non lo sono se, chi vi accede, lo fa con la giusta password) altri indirizzi di posta elettronica? Nessuno.
3) Chi gli garantisce che non siano stati prelevati nel tempo documenti custoditi in altri indirizzi email, e tenuti in caldo pronti ad uscire fuori per denigrare, ricattare altri personaggi politici e non? Nessuno.
4) Chi gli garantisce che la “manina” sia venuta in possesso solo delle chiavi che permettono l’accesso alla posta elettronica istituzionale e non anche a quelle che permettono l’accesso ad altri (eventuali) database presenti nel Palazzo? Nessuno.
Se vuole la certezza di ciò che le sto dicendo, ponga queste quattro domande al suo responsabile di rete interna e al Data Protection Officer del Comune e poi si faccia firmare da loro una dichiarazione con la quale gli viene garantito al 100% che non vi siano state ulteriori violazioni al sistema informatico presente all'interno del Comune. Poi ne riparliamo.

Nessun commento:

Posta un commento