Anche in occasione della nomina di questo governo il giornalismo
della carta stampata si è dato molto da fare nel descrivere vita morte e
miracoli dei neo ministri del governo bisConte. Questa volta è toccato, ahimè,
al Ministro per l’Agricoltura Teresa Bellanova.
Se alcuni giornalisti si sono solo limitati a descrivere il
passato sindacalista, altri sono andati ancora più a fondo arrivando
addirittura a commentare il titolo di studio, l’aspetto fisico e il modo di
vestirsi del neo-Ministro. Tutto questo l’ho trovato di uno squallore
indescrivibile.
Una donna che ha iniziato ad impegnarsi nei campi a 14 anni provoca
in me soltanto ammirazione. Non me la sento di criticarla perché non è andata
oltre la scuola secondaria, dovendo sgobbare nei campi. Anzi, a lei va la mia ammirazione.
Una persona, uomo o donna che sia, che riesce a raggiungere
la vetta della scala sociale passando dalla zolla alla più alta amministrazione
dello Stato merita solo apprezzamento, altro che prenderla per i fondelli e
sfotterla a sangue. L’istruzione è importante tuttavia non determinante ai fini
della valutazione di una persona. Il neo-Ministro andrà giudicato per le sue
opere, se sarà in grado di compierle, e non per i “pezzi di carta” che appenderà
alle spalle della sua scrivania. Gesù, che non era un fesso, diceva che un
albero si valuta dai frutti e che un essere umano va pesato dalle sue capacità.
Per quanto riguarda l’abbigliamento ritengo necessario
precisare che ciascuno si veste nella maniera che preferisce senza doverne
rispondere ad alcuno. Per altro, l’abito della Sig.ra Bellanova mi è sembrato
perfettamente acconcio. Infine il fisico. Se un ministro è in carne oppure asciutto
a me non frega proprio nulla. A voi?
Forza Ministro, anche se sei comunista io sono dalla tua
parte, semmai ti manderò al diavolo per la tua politica e non per il titolo d'istruzione, il tuo modo di vestirti o il tuo fisico. Il
tempo sarà galantuomo.

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